Ottocento

Valleluce affronta diverse problematiche nel corso del XIX secolo.

1861-1868

Brigantaggio

Il Brigantaggio è stato un orrendo fenomeno di cui fu vittima la nostra nazione pochi anni dopo la proclamazione del Regno d’Italia, avvenuta il 17 Marzo 1861. In questo periodo potenziali criminali si riunivano sotto il comando del criminale più ricercato e formavano bande di briganti. Una delle vittime del nostro paese fu il parroco Don Luigi Amato, il quale venne rapito dalla banda di Bernardo Colamattei, noto con il nome “Fuoco”, la notte del 5 Gennaio 1868. Il parroco venne condotto in una grotta situata sul monte e poi torturato. Ai suoi parenti venne chiesto un riscatto di 3000 ducati che tardò ad essere pagato, per cui i briganti mutilarono l’orecchio destro di Don Luigi. La mattina del 14 Gennaio, il riscatto venne ritirato e il parroco tornò a casa finalmente in salvo. A seguito Alfonso Visocchi, deputato al Parlamento originario di Atina, fece intervenire una brigata di bersaglieri che assalì la banda di briganti e li giustiziò1.

Immagine: Don Luigi Amato, foto concessa da Sabatino Di Cicco.

1887-1947

Società Agricola di Mutuo Soccorso

Negli stessi anni il popolo di Valleluce ritenne opportuno fondare una Cooperativa di Mutuo Soccorso che avrebbe promosso una reciproca assistenza tra gli associati. L’8 Aprile 1887 alla presenza del notaio Filippo Amato di Atina, gli aspiranti soci si riunirono in assemblea straordinaria per l’approvazione dello statuto sociale della “Società Agricola di Mutuo Soccorso”. Lo statuto garantiva ad ogni socio il diritto all’istruzione e l’accesso ad ogni mezzo ritenuto indispensabile. Fu eletto presidente Alfonzo Visocchi e vicepresidente Emilio Cavacece. Poco tempo dopo, per non aver presentato il bilancio annuale come previsto dalla legge, la società venne sciolta. Il 17 Gennaio 1914 venne di nuovo ricostituita e venne stipulato un secondo statuto. Il 9 Agosto 1922 la famiglia Picano vendette alla Società Agricola un terreno confinante con la Piazza Chiesa (oggi Piazza San Nilo), dove venne costruita la sede sociale. Nel 1934, il Regime Fascista sciolse l’Associazione e si impossessò delle sue terre. Dopo la caduta del regime il 21 Dicembre 1947, i soci sopravvissuti e gli eredi degli stessi, assistiti dal notaio Sgueglia, ricostituirono di nuovo la Società Agricola2.

Immagine: Sabatino DI CICCO, Memorie Storiche di Valleluce, Cassino (FR) 2002, p. 240.