Medioevo

Chiese Secondarie

I domini del Monastero di Sant’Angelo.

Dalla sua fondazione fino alla sua chiusura nel 1442 circa1, il Monastero di Sant’Angelo esercitò un importante ruolo economico, spirituale e pastorale all’interno della Terra Sancti Benedicti. La testimonianza tangibile di questa funzione fu la fitta rete di chiese dipendenti, fondate dai monaci Benedettini di Valleluce in tutto il territorio abbaziale di Montecassino, a volte edificate riutilizzando delle precedenti strutture romane. Ognuna di esse era contraddistinta da un incarico specifico: alcune ad esempio fungevano da luogo di sosta per i monaci, altre invece servivano ad assistere i fedeli di una zona specifica2. La maggior parte di esse purtroppo è andata persa nei secoli, ma fortunatamente alcune di esse sono giunte fino a noi, come Santa Maria delle Indulgenze, Santa Maria Maggiore e Santa Maria Palombara.

Chiese dipendenti

  • Santa Maria delle Indulgenze;
  • Santa Maria Maggiore;
  • Santa Maria Palombara;
  • Sant’Onofrio;
  • San Nicola;
  • Santissima Annunziata;
  • Santa Croce;
  • Oratorio di San Bartolomeo;
  • San Valentino;
  • Santa Maria Maddalena;
  • San Paolo;
  • San Quirico3.

IX Secolo

Santa Maria delle Indulgenze

La Chiesa di Santa Maria delle Indulgenze fu fondata all’inizio del IX secolo nella località Casalucense in Sant’Elia Fiumerapido. In questo luogo, i monaci si recavano per annunciare al popolo le Indulgenze che venivano concesse di volta in volta. Al tempo della sua fondazione, la Chiesa era una semplice cappella che a partire dal XIV secolo venne più volte ampliata e ristrutturata grazie ai fedeli e alla loro devozione. Nel 1840 vennero aggiunte le due navate laterali absidate mentre nel 1893 la volta e la cupola con i rispettivi pennacchi, vennero affrescate dal pittore santeliano Enrico Risi. Nel 1957, grazie all’abate Ildefonso Rea di Montecassino, la Chiesa venne arricchita con gli affreschi del pittore bergamasco Giovanni Bizzoni raffiguranti i momenti della vita della Vergine come la Nascita, la Presentazione al Tempio, lo Sposalizio, la Fuga in Egitto e le Nozze di Cana. L’abate inoltre, elevò la chiesa alla dignità di Santuario Mariano Diocesano, il quale dal 1991 è custodito dei Frati Francescani dell’Immacolata4.

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XII-XIII Secolo

Santa Maria Maggiore

La Chiesa di Santa Maria Maggiore fu fondata tra il XII e il XIII secolo nell’omonima località in Sant’Elia Fiumerapido. Questa antica e preziosa Chiesa in stile romanico, fungeva da luogo di sosta per i monaci che viaggiavano tra Montecassino e il Monastero di Sant’Angelo. La sua struttura ad aula unica absidata presenta il portale d’ingresso sul lato longitudinale destro che è sovrastato da una splendida lunetta affrescata raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Michele Arcangelo e Benedetto. L’interno è decorato con serie di affreschi, alcuni dei quali caratterizzati da uno stile bizantineggiante, realizzati da diversi pittori su richiesta di singole persone o famiglie. In queste vi sono presentate varie iconografie come l’Annunciazione, la Maestà e Cristo Pantocreatore. Il pavimento antistante l’altare possiede un eccezionale mosaico pavimentale in marmi policromi. La graziosa scultura lignea della Madonna col Bambino, risalente al XVII-XVIII secolo, è custodita in una teca che poggia sull’altare originale5.

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XII-XIII Secolo

Santa Maria Palombara

La Chiesetta di Santa Maria Palombara fu costruita attorno al XII-XIII secolo nella località Croce in Sant’Elia Fiumerapido. Situata al centro di due importanti comunità religiose, Santa Maria Maggiore e la Santissima Annunziata, essa favoriva il raccoglimento spirituale dei fedeli residenti nella campagna. La sua semplice struttura, ad aula unica absidata, rispecchia le tipiche caratteristiche delle chiese dette “rurali”. La facciata a capanna è inquadrata da due contrafforti laterali mentre il portale d’ingresso, collocato al centro, è formato da due piedritti terminanti entrambi con una mensola. All’interno si aprono cinque finestrelle, una in controfacciata e due su entrambe le pareti laterali mentre in fondo alla parete destra si apre una porta secondaria. Sulla parete in fondo e nell’abside sono concentrati gli affreschi sopravvissuti, probabilmente quattrocenteschi di scuola benedettina, in cui si intravedono figure di Santi in diversi registri sugli svariati strati d’affresco, tra i quali spicca a sinistra la figura della Madonna col Bambino in mandorla6-7.

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